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1936, la quadriga dell’Impero rallenta il passo

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È il 1936. Una quadriga trainata da quattro cavalli procede al passo sul rovescio del 20 lire in argento, un’immagine carica di significati storici e politici. Da quell’anno, sulle monete, il nome di Vittorio Emanuele III è accompagnato dal titolo di “imperatore”, un segno tangibile delle nuove ambizioni dell’Italia fascista.

Il passo lento e solenne della quadriga contrasta fortemente con la vivacità dei cavalli al galoppo impressi sulle monete del 1914, quando il “re numismatico” manifestava pienamente e liberamente il suo gusto nei processi decisionali della produzione monetale. Ora quell’incedere più misurato sembra quasi un presagio: l’Italia, immersa nella propaganda imperiale, vincolata dal regime, si preparava a rallentare e affrontare sfide ben più complesse.

La propaganda imperiale sul 20 lire Quadriga

Il trionfo italiano nella guerra d’Etiopia – che ai tempi si disse “portò l’impero sui colli di Roma” – cambiò per sempre la veste simbolica delle monete. Vittorio Emanuele III assunse il titolo di imperatore, e il regime fascista colse l’occasione per rinnovare la monetazione con un forte carico propagandistico. Il compito di dare forma a gran parte di questa nuova produzione fu affidato a Giuseppe Romagnoli, incisore di grande talento al servizio del Regno, la cui creatività si espresse soprattutto sulle monete d’oro e argento, coni di pregevole maestria e realizzazione estetica.

Sul diritto di questa moneta d’argento da 20 lire si staglia la testa nuda del sovrano circondata dalla scritta “Vittorio Emanuele III re e imperatore”. Il rovescio rappresenta un’allegoria dell’Italia come figura femminile seduta su una quadriga che avanza al passo verso destra. Con la mano destra regge una piccola statuetta della Vittoria, mentre nella sinistra impugna il fascio littorio, simbolo di potere e autorità. Sopra, la scritta “Italia” domina il campo, affiancata a sinistra dalla data e dall’anno dell’era fascista. Nell’esergo, al centro, campeggia lo stemma dei Savoia, affiancato da due fasci littori.

Moneta d'argento 20 lire Quadriga del 1936

20 lire Quadriga (Regno d’Italia, 1936) – Argento; 20 g; 35,5 mm

Dal punto di vista artistico, si coglie chiaramente il richiamo alla celebre quadriga incisa sulle coniazioni del 1914, opera dell’incisore Davide Calandra, che si distingue per il dinamismo della composizione e la ricchezza dei dettagli, con i cavalli in pieno galoppo: un contrasto evidente con la raffigurazione più solenne e pacata del 1936.

Caratteristiche e intenti dell’argento celebrativo

Il 20 lire Quadriga del 1936 venne emesso in soli 10.000 esemplari, un numero decisamente contenuto rispetto alle necessità di circolazione dell’epoca. Realizzato in argento 800 con un peso di 20 grammi, questa moneta possiede un valore intrinseco superiore rispetto a coniazioni simili degli anni 1927 e 1928.

Il motivo è chiaro: si tratta di una moneta prevalentemente celebrativa, la cui distribuzione sul mercato fu molto limitata perché gran parte degli esemplari venne subito accantonata e tesaurizzata. Solo pochi esemplari, spesso segnati da tracce di usura, furono immessi in circolazione, probabilmente per necessità, in momenti di difficoltà economiche e sociali che anticiparono lo scoppio della Seconda guerra mondiale.

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