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Cosmogramma Apollo 15, la prima busta spaziale sulla Luna

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Cosmogramma Apollo XV

Quando Apollo 15 lasciò la rampa di lancio il 26 luglio 1971 la NASA stava inaugurando un nuovo modo di esplorare la Luna. Niente più brevi visite e passeggiate limitate da ciò che un astronauta poteva trasportare nello zaino, ma una missione pensata per restare più a lungo sulla superficie, analizzare il terreno in profondità e muoversi con un mezzo dedicato, il Lunar Roving Vehicle.

E proprio in questa cornice, tra esplorazioni geologiche, analisi di crateri lontani e il ritrovamento di campioni antichissimi, si inserisce l’affascinante storia dei cosmogrammi. Si tratta delle buste postali viaggiate nello spazio e, per la prima volta nella storia, trasportate su un altro corpo celeste a bordo di un rover lunare.

La missione Apollo 15

La missione Apollo 15, che ebbe inizio il 26 luglio 1971 e si concluse il 7 agosto, è stata la prima del programma “J mission”, una nuova generazione di voli lunari progettati per restare più a lungo sulla superficie, esplorare di più e raccogliere campioni con un approccio scientifico. In questo contesto, il rover lunare LRV fu fondamentale. Era il primo veicolo della storia a muovere le sue ruote su un corpo celeste diverso dalla Terra.

Fino ad Apollo 14 gli astronauti potevano allontanarsi dalla base solo quanto permettevano gambe e zaini. Il rover cambiò tutto. Con una struttura leggerissima in alluminio, ruote reticolari in titanio e una batteria capace di portarlo a quasi 14 km/h, permise agli astronauti David Scott e James Irwin di coprire oltre 28 chilometri complessivi, un record per l’epoca. Quel piccolo veicolo ripiegato nel modulo lunare aprì scenari completamente nuovi. Potevano raggiungere crateri lontani, superare pendenze impegnative, trasportare più strumenti scientifici e riportare sulla Terra campioni provenienti da zone altrimenti inaccessibili.

Durante le tre attività extraveicolari Scott e Irwin raccolsero oltre 70 kg di materiale, incluso il celebre Genesis Rock, una roccia anortositica di oltre 4 miliardi di anni considerata una finestra sugli albori della crosta lunare. La missione installò anche nuovi strumenti del pacchetto ALSEP, sensori che continuarono a inviare dati per anni aiutando a comprendere meglio sismicità, temperatura interna e interazione con il vento solare.

I cosmogrammi dell’Apollo 15

Ma Apollo 15 non lasciò il segno solo dal punto di vista scientifico. C’è un aspetto, tra filatelia e storia postale, che rende questa missione unica. Con la missione, viaggiarono nello spazio anche 641 cosmogrammi, un record nella storia delle esplorazioni spaziali. Di questi, 398 giunsero sul suolo lunare e vennero trasportate da David Scott e James Irwin a bordo del Moon Rover, mentre le viaggiarono nell’orbita a bordo del modulo di comando guidato dal terzo membro dell’equipaggio, Alfred Worden.

Cosmogramma Apollo 15

Cosmogramma della missione Apollo 15 con le firme autografe dei tre membri dellequipaggio, facente parte del carico sceso e viaggiato sul suolo lunare (Stati Uniti, 1971)

La busta in foto è affrancata con tre francobolli commemorativi degli Stati Uniti da 8 centesimi: il dittico “United States in Space – A decade of Achievement” e “Antarctic Treaty 1961-1971”, con annulli effettuati il 26 luglio 1971 (giorno del lancio) dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral e il 7 agosto 1971 (giorno dell’ammaraggio) dall’ufficio postale della portaerei Okinawa al largo dell’Oceano Pacifico. La busta è numerata: la 213 di 300 di quel tipo. Una dichiarazione firmata dai tre membri dell’equipaggio nello studio del notaio Lois McIntosh del Distretto di Columbia attesta che è una di quelle che furono effettivamente trasportate sul suolo lunare.

Solo 243 buste di quelle trasportate nel corso della missione Apollo XV avevano l’autorizzazione della Nasa, mentre le altre vennero imbarcate dagli astronauti all’interno dei loro PPK (Personal Preference Kit), dei sacchetti ignifughi che contenevano oggetti personali, elencati e approvati prima del viaggio e destinati ad uso privato o come doni personali dopo il viaggio. Erano consentiti per esempio distintivi, gioielleria, monete, medaglie, francobolli, buste postali, amuleti, valuta, materiale stampato, pendenti e cose simili facilmente confezionati, di peso leggero e “ricordi non azzardati”. Tuttavia, il regolamento proibiva chiaramente di utilizzare questi oggetti per scopi commerciali o guadagni personali.

Però, al termine della missione alcune delle buste vennero vendute e la Nasa requisì tutte quelle possibili. Tuttavia l’inchiesta del 1973 stabilì che la vendita era avvenuta più per leggerezza degli astronauti che per scopo di lucro e, in seguito ad un’azione legale, nel 1983 tutti i cosmogrammi vennero restituiti. Oggi sono una memoria autentica dei progressi dell’esplorazione lunare e un grande passo per la storia della filatelia mondiale.

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