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Perché gli Stati Uniti dedicarono tre francobolli a un dirigibile tedesco

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Il volo del dirigibile Graf Zeppelin del 930

Nel 1930 gli Stati Uniti emisero tre francobolli che raffiguravano il Graf Zeppelin, un dirigibile costruito in Germania e pronto a compiere un lungo viaggio tra Europa e Americhe. Il più piccolo valeva 65 centesimi, il più grande 2,60 dollari. Perché l’amministrazione postale americana investì in un’emissione tanto costosa per un velivolo straniero?

La risposta è nel viaggio stesso. Quei francobolli furono creati per affrancare la corrispondenza trasportata durante il volo panamericano del Graf Zeppelin. Le lettere e le cartoline erano parte del carico, ma anche dell’economia della traversata. Oggi i tre esemplari raccontano il momento in cui attraversare l’Atlantico in dirigibile cominciò a sembrare qualcosa di più di un’impresa eccezionale, ovvero la premessa di un collegamento regolare.

Perché gli Stati Uniti emisero tre francobolli per il Graf Zeppelin

I tre francobolli mostrano lo stesso protagonista, il dirigibile Graf Zeppelin, da prospettive diverse. Nel 65 centesimi verde, il dirigibile sorvola l’Atlantico. Nell’1,30 dollari bruno, vola tra i continenti, davanti a una carta geografica sulla quale compaiono le località della rotta. Nel 2,60 dollari blu, passa davanti al globo. In alto, tutti riportano la scritta “Graf Zeppelin, Europe-Pan American Flight”: il nome del dirigibile e quello del viaggio per cui erano stati emessi.

Francobolli Graf Zeppelin (Usa, 1930)

Serie di francobolli Graf Zeppelin (Usa, 1930): 54 centesimi verde, 1,30 dollari bruno e 2,60 dollari blu

I loro valori rispondevano a esigenze postali concrete. Servivano a pagare l’invio di cartoline e lettere su diverse tratte del volo, con tariffe che variavano secondo il percorso e il tipo di corrispondenza. Il 65 centesimi, per esempio, poteva pagare una cartolina su una singola tratta, mentre l’1,30 e il 2,60 dollari trovavano impiego per altri invii e percorsi.

C’era poi una ragione economica. Trasportare passeggeri non bastava a coprire i costi di un viaggio simile. La posta offriva un’altra fonte di entrate. Una quota del valore dei francobolli usati sulla corrispondenza trasportata spettava infatti alla compagnia Zeppelin. Per la precisione, l’accordo le assegnava il 93,5% degli introiti relativi ai francobolli effettivamente utilizzati come affrancatura sul volo.

Il volo del 1930: un triangolo tra Europa e Americhe

Il Graf Zeppelin partì da Friedrichshafen il 18 maggio 1930, seguendo un itinerario che sembrava disegnare un grande triangolo. Dalla Germania, il dirigibile raggiunse Siviglia in Spagna, attraversò l’Atlantico verso il Brasile, toccò Recife e Rio de Janeiro, risalì verso gli Stati Uniti e infine tornò in Europa. Il viaggio si concluse il 6 giugno. Il francobollo bruno da 1,30 dollari restituisce in miniatura l’idea di questo percorso, con il dirigibile sospeso fra sponde che si volevano collegare.

Per Hugo Eckener e la compagnia Zeppelin, il volo serviva anche a verificare la praticabilità della rotta sudatlantica. Occorreva conoscere condizioni meteorologiche, tempi, soste e operazioni a terra prima di poter proporre un servizio ripetuto. La traversata aveva quindi una dimensione scientifica e tecnica, accanto a quella commerciale e pubblicitaria. Il Graf Zeppelin impiegava idrogeno per il sollevamento e un carburante particolare, il Blau gas, per i motori. Avendo una densità vicina a quella dell’aria, il suo consumo aiutava a limitare le variazioni di assetto durante voli molto lunghi.

L’arrivo in Brasile rese visibile quanto fosse impegnativo trasformare una rotta sulla carta in un collegamento reale. L’atterraggio richiese lo sforzo fisico di centinaia di soldati brasiliani a terra, che dovettero afferrare le corde lanciate dal dirigibile per ancorarlo a terra. Fu chiaro che un viaggio regolare avrebbe richiesto infrastrutture affidabili a entrambe le estremità dell’oceano.

I passeggeri compravano i francobolli a bordo

I tre francobolli americani del Graf Zeppelin davano al pubblico un modo concreto di partecipare all’impresa, affidando un messaggio al dirigibile. Il dirigibile disponeva anche di un ufficio postale di bordo, dove la corrispondenza poteva ricevere un annullo durante il viaggio. Incontrare le navi in mezzo al mare era l’attrazione principale, con il dirigibile che scendeva di quota e lanciava sacchi di posta o messaggi.

La somma dei tre valori era 4,55 dollari, una spesa elevata nel 1930 mentre gli Stati Uniti attraversavano la Grande Depressione. La serie rimase in vendita per un periodo limitato, a partire dal 19 aprile 1930. Le aspettative di vendita furono molto superiori alla domanda effettiva e le rimanenze vennero distrutte. Si stima che furono venduti 227.260 esemplari complessivi: 93.536 del 65 centesimi, 72.428 dell’1,30 dollari e 61.296 del 2,60 dollari.  Se la produzione iniziale superava i tre milioni di francobolli nel complesso, ne fu dunque venduta solo una piccola parte.

Dalla trasvolata alla rotta regolare per il Sud America

Il volo del 1930 non inaugurò ancora una linea con partenze regolari, ma dimostrò però che il collegamento con il Sud America poteva essere sviluppato e nel 1932 il Graf Zeppelin iniziò un servizio commerciale stagionale programmato tra Europa e Sud America.

Grazie a questo mezzo, la corrispondenza entrava in una rete di collegamenti più ampia. Per esempio, nel 1933 il Graf Zeppelin sorvolò Roma, raccogliendo la corrispondenza diretta in Sud America. I tre francobolli americani del 1930 appartengono al capitolo iniziale di questa vicenda. Furono creati per una traversata precisa, quando la futura rotta era ancora una possibilità da mettere alla prova.

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