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Monumenti in rosso: un colore racconta la nascita dell’Italia libera

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Tra i cimeli più ricercati della filatelia italiana spicca un esemplare nato quasi per caso, in uno dei momenti più convulsi della nostra storia: il rarissimo francobollo “Monumenti in rosso”. La sua origine affonda nelle ultime settimane del secondo conflitto mondiale, quando l’Italia, appena liberata e ancora priva di un’organizzazione postale pienamente stabile, tentava di ricucire le ferite della guerra.

Tutto ha inizio il 5 giugno 1944 con la serie “Monumenti distrutti”, la prima emissione ordinaria della Repubblica Sociale Italiana. I valori riproducevano celebri monumenti ridotti in macerie dai bombardamenti e recavano la sentenza latina Hostium rabies diruit, “la rabbia dei nemici distrusse”, un messaggio di propaganda che voleva sottolineare la devastazione causata dai nemici. Ma nell’aprile del 1945 la RSI crollò e la penisola venne progressivamente liberata.

Con la fine della guerra, l’urgenza di ristabilire i collegamenti postali spinse le autorità della Luogotenenza ad agire in fretta con ciò che già era disponibile, anche a livello filatelico. Il 2 maggio 1945, per evitare sprechi in un Paese allo stremo, due valori della serie furono rapidamente riutilizzati mediante una sovrastampa nera con la nuova scritta “Poste italiane” e nuovi facciali: il 20 centesimi rosa divenne il nuovo francobollo da 1,25 lire italiano e il 25 centesimi verde assunse il valore di 2 lire.

Francobolli 2 lire della RSI

A sinistra il francobollo ufficiale da 2 lire del 2 maggio 1945, sovrastampato in nero e, a destra, il francobollo naturale con sovrastampa in rosso, considerato il francobollo più raro dell’intero periodo della Luogotenenza.

Proprio in questa fase concitata nacque per caso uno dei più affascinanti “francobolli naturali”: un’esigua quantità del 25 centesimi verde che illustrava la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, a Roma, venne sovrastampato non in nero, ma in un inconsueto rosso-bruno. Da quella semplice disattenzione cromatica, forse dovuta alla fretta e alla concitazione del momento, nacque uno dei francobolli naturali più rari e ricercati della filatelia italiana: il 2 lire “Monumenti in rosso”, oggi simbolo concreto di un paese che, tra macerie e speranze, si rimetteva in piedi.

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