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Due lettere e un mistero sul sesterzio di Augusto

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Il mistero delle lettere CA sul sesterzio di Augusto

Nella numismatica dell’Antica Roma, alcuni dettagli sono come piccoli enigmi da scoprire. Tra questi, uno dei più affascinanti è la sigla “CA”, che compare sul rovescio del sesterzio emesso intorno al 25 a.C. dalla zecca di Pergamum.

La giovane testa e l’enigmatico rovescio

Questa tipologia di sesterzio costituisce un tipico esempio di moneta romana di emissione cosiddetta provinciale, avvenuta nell’ambito di una politica di forte decentramento amministrativo, che consentiva alle province di provvedere alle esigenze spicciole del mondo economico locale con una monetazione autonoma limitata alle monete in rame e sue leghe.

L’imperatore Augusto, effigiato sul diritto della moneta, appare giovanile e privo di ornamenti, lo sguardo severo ma elegante. La leggenda “AVGVSTVS” accompagna il ritratto, ma è l’essenzialità della scena a renderlo affascinante: un ritratto sobrio, ma carico di potere.

Sesterzio di Augusto

Sesterzio di Augusto, 25 a.C. circa, zecca di Pergamum, antica città della Mysia, attuale Turchia. Metallo: oricalco; peso: 22,96 g; diametro: 37 mm circa)

Il vero mistero è il rovescio: due grandi lettere C A, racchiuse in un doppio cerchio perlinato e affiancate da rami di alloro annodati alla base.

Cosa significa “CA”?

Secondo la spiegazione più accreditata, la sigla significherebbe Comune Asiae, la comunità di città e popoli lungo la costa occidentale dell’odierna Turchia, che avevano autonomia nel coniare monete in rame per esigenze locali.

Un’alternativa suggestiva interpreta le lettere come acronimo di Caesaris Auctoritate ovvero “per autorizzazione del Cesare”: un modo per indicare che la moneta era emessa con il consenso dell’autorità imperiale, sostituendo le lettere S C (Senatus Consulto) tipiche della monetazione romana di rame coniata a Roma.

Perché questa moneta affascina i collezionisti

Per chi colleziona monete romane, la sigla CA aggiunge un ulteriore livello di interesse. Non è solo un simbolo inciso su metallo: è un piccolo mistero che racconta la relazione tra centro e provincia, tra imperatore e comunità locali. Possedere un sesterzio di Augusto come questo significa avere tra le mani un pezzo di storia, una testimonianza di un’epoca in cui persino una semplice lettera poteva nascondere significati politici, amministrativi e simbolici.

Questa tipologia monetale è dunque di grande interesse storico e i misteri interpretativi che essa continua a porre alla comunità degli studiosi non fanno che accrescerne il fascino, rendendola a maggior ragione un esemplare di pregio in una collezione di monete romane imperiali.

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