FRANCOBOLLI E MONETE SUPERANO 1,8 MILIONI DI STERLINE A LONDRA

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Harmers of London: aste di francobolli e monete
15 settembre 2020

Successo per il ritorno alle aste di Harmers of London

Oltre 1,8 milioni di sterline e il 70% dei lotti venduti: questi i numeri della due giorni di filatelia e numismatica organizzata il 24 e il 25 settembre scorsi da Harmers of London, società parte del “Bolaffi Auction Group”, presso il Westbury Mayfair Hotel di Londra.
I top lot delle aste sono stati per la filatelia la rara serie indiana del 1948 “Gandhi” con soprastampa “di servizio” protagonista di una vivace battaglia tra un partecipante in sala e numerosi offerenti via internet, che ha raggiunto ben 55.200 sterline da una base di 10.000, e per la numismatica il raro 50 lire 1864 di Vittorio Emanuele II coniato in soli 103 esemplari, aggiudicato a 156.000 sterline.
Tra le grandi rarità filateliche di Gran Bretagna, British Empire e Commonwealth, i lotti che hanno spuntato i migliori risultati sono stati: un inedito saggio della Treasury Competition disegnato da James Chalmers, probabilmente unico esemplare (30.000 sterline), una busta con la rara affrancatura mista composta da un 40 e un 80 centesimi del Governo provvisorio di Toscana più un Penny Red inglese (22.800 sterline), un francobollo da mille rupie rosso porpora emesso per la colonia inglese di Ceylon (21.000 sterline), e una collezione specializzata incentrata sul “Due Pence” blu (46.800 sterline). 
Per quanto riguarda la numismatica, si segnalano gli straordinari realizzi delle monete britanniche, ben rappresentate in catalogo da esemplari di grande rarità e conservazione. I risultati più brillanti sono stati messi a segno dalla prova del 5 Pounds di Giorgio IV, acquistata a 93.600 sterline da una base d’asta di 20.000, dal 5 ghinee del 1729 di Giorgio II, aggiudicato a 31.200 sterline, e dal 2 Pounds del 1887, fondo specchio, coniato per il giubileo della regina Vittoria che ha sfiorato ben 23.000 sterline.
La due giorni ha rappresentato il ritorno alle aste di Harmers of London. Dopo alcuni anni di stand-by, la storica casa d’aste britannica fondata nel 1918, è passata di mano alla fine del 2018 e oggi, grazie all’impulso del Bolaffi Auction Group, ambisce a diventare il punto di riferimento in Inghilterra per francobolli e monete, come Aste Bolaffi lo è per l’Italia.
Filippo Bolaffi, amministratore delegato del Gruppo Bolaffi, dichiara: «Nonostante le grandi limitazioni imposte dal Covid-19 e le naturali incognite per il nuovo inizio, i risultati delle vendite sono stati ottimi e la partecipazione molto elevata con più di 300 collezionisti, il 40% dei quali da fuori del Regno Unito. Seguendo le tendenze del momento molti hanno preferito fare le proprie offerte da casa, via internet o al telefono, ma il prestigio della sede selezionata e la grande capacità dei due banditori hanno comunque garantito a tutti i presenti, dal vivo e non, la tipica atmosfera elettrizzante di una gremita sala d’aste londinese».
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