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Crociera del Decennale: la busta che sfidò la nebbia dell’Atlantico

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Un aerogramma partito da Orbetello e diretto a Reykjavik conserva una delle testimonianze più suggestive della Crociera Aerea del Decennale, l’impresa organizzata nel 1933 da Italo Balbo per celebrare il decimo anniversario della Regia Aeronautica. La busta reca i segni della partenza, della rotta, dell’arrivo e dell’idrovolante a cui fu affidata.

Racconta uno dei passaggi più delicati della trasvolata, la rotta verso l’Islanda, sospesa tra mare aperto, nebbia e attesa. Lontano dai grandi approdi americani e dalla retorica dell’arrivo, la Crociera mostra qui la sua dimensione più concreta, con uomini, macchine e organizzazione costretti a misurarsi con l’incertezza del Nord Atlantico.

Crociera del Decennale: la difficile tappa da Londonderry a Reykjavik

La Crociera Aerea del Decennale prese il via da Orbetello nell’estate del 1933. La formazione, composta dagli idrovolanti Savoia-Marchetti S.55X, doveva raggiungere il Nord America attraversando l’Atlantico settentrionale secondo una rotta complessa e studiata nei minimi dettagli.

Dopo le prime tappe europee, uno dei passaggi più impegnativi fu quello da Londonderry, nell’Irlanda del Nord, a Reykjavik, in Islanda. La distanza non era l’unico ostacolo. Il tratto attraversava il mare aperto in una zona in cui il tempo poteva cambiare rapidamente, con nebbia, vento, freddo e condizioni di visibilità difficili. La formazione attese due giorni prima di ripartire da Londonderry, proprio per non esporre uomini e velivoli a rischi inutili. Balbo considerava la Crociera una dimostrazione di organizzazione, disciplina e forza tecnica: non una gara di velocità, ma una manovra aeronautica in grande stile. Per questo la prudenza era parte integrante dell’impresa.

Quando gli S.55X lasciarono Londonderry, il tempo peggiorò durante il volo e la tappa verso Reykjavik si rivelò più difficile del previsto. La nebbia costrinse gli equipaggi a procedere a bassa quota, con il mare molto vicino e gli strumenti come riferimento essenziale. L’arrivo in Islanda rappresentò quindi molto più di una semplice sosta tecnica. Reykjavik era un punto fondamentale per proseguire verso il continente americano, ma anche una soglia simbolica perché da lì la Crociera entrava pienamente nella dimensione atlantica. Gli idrovolanti furono accolti in un territorio remoto, lontano dalle grandi capitali europee, dove la presenza della Squadra Atlantica italiana doveva apparire come un evento eccezionale. Qui, la formazione rimase ferma in attesa di condizioni migliori, confermando quanto la riuscita dell’impresa dipendesse non solo dalla potenza dei motori o dalla preparazione degli equipaggi, ma anche dalla capacità di adattarsi alla natura e ai suoi imprevisti.

Testimonianza: l’aerogramma con il trittico I-ARAM

La tappa islandese della Crociera del Decennale è documentata da questo aerogramma, affrancato con il trittico da lire 5,25 + 19,75, nei colori vermiglio, verde, oltremare e nero, soprastampato “APPARECCHIO I-ARAM”. La soprastampa identifica proprio il velivolo a cui il documento è collegato: l’I-ARAM, uno degli idrovolanti S.55X della Squadra Atlantica, comandato dal capitano Mario Aramu. È questo dettaglio a trasformare l’aerogramma in una traccia ancora più precisa. Non siamo davanti a un generico ricordo della Crociera, ma a una testimonianza legata a uno specifico apparecchio e alla sua rotta.

Fronte dell'aerogramma I-ARAM per Reykjavik

Fronte dell’aerogramma con trittico I-ARAM per Reykjavik, con firme autografe di tre membri dell’equipaggio (Regno d’Italia, 1933)

L’esemplare appartiene al ristretto gruppo delle 30 raccomandate note spedite da Orbetello a Reykjavik. Al recto compaiono l’etichetta di raccomandazione di Orbetello, l’affrancatura con il trittico I-ARAM e gli annulli di partenza con la data del 23 giugno 1933. È presente anche il timbro speciale della Crociera Aerea del Decennale, elemento che rafforza il carattere ufficiale e commemorativo dell’invio. Il verso della busta conserva altri segni fondamentali del viaggio postale. Si nota il bollo “Crociera Aerea del Decennale – Roma Ferrovia” del 23 giugno 1933 e, soprattutto, il bollo di arrivo a Reykjavik, datato 6 luglio 1933. È il passaggio che chiude idealmente il percorso dell’aerogramma.

Retro dell'aerogramma I-ARAM per Reykjavik

Retro dell’aerogramma con trittico I-ARAM per Reykjavik (Regno d’Italia, 1933)

Ancora più interessante è la presenza delle firme autografe di tre membri dell’equipaggio: il tenente Raffaele Orsolan, il sergente motorista Cesare Bonaccini e il primo aviere radiotelegrafista Elio Frusciante. Questo dettaglio permette di leggere la Crociera del Decennale non soltanto attraverso i grandi numeri e le immagini ufficiali, ma attraverso una singola testimonianza materiale. La busta, partita da Orbetello e arrivata in Islanda, diventa così la prova tangibile di quel passaggio, resa ancora più viva dalle firme degli uomini che presero parte all’impresa.

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