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Astronauta ignoto, il francobollo lunare sbagliato

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Francobollo naturale Astronauta ignoto

Il francobollo Primo uomo sulla Luna è eccezionale per il suo valore storico: è stato infatti l’emissione speciale per la missione Apollo 11 che portò l’esplorazione spaziale verso nuovi traguardi. L’Astronauta ignoto, la varietà naturale di questa emissione, è ancora più eccezionale per la vicenda che accompagnò l’errore e soprattutto per la sua rarità che ne fa oggi uno dei francobolli più ricercati e ambiti dai collezionisti. Sulla spalla dell’astronauta manca infatti la bandiera americana, dettaglio che ha avuto origine da un semplice errore del macchinario utilizzato per la stampa.

Il primo uomo sulla Luna

«Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità». Le parole pronunciate il 21 luglio 1969 da Neil Armstrong sono entrate nella storia perché erano il corollario dell’evento che sarebbe diventato una pietra miliare dell’esplorazione spaziale. Lo sbarco sulla Luna segnò un punto di non ritorno: per la prima volta, l’uomo mise piede sul suolo lunare e, da quel momento, nuove sfide si presentarono all’umanità.

L’immagine di Armstrong che la storia avrebbe tramandato fu quella riprodotta sul francobollo americano di posta aerea “First man on the Moon”, emesso il 9 settembre 1969: in tuta da astronauta, lui scende dalla scaletta del modulo Lem e posa il piede sul suolo lunare, con la Terra luminosa sullo sfondo e la bandiera americana sulla spalla. Quel giorno di luglio del 1969, il suo “piccolo passo” emozionò milioni di telespettatori che seguirono, in un attimo eterno, la camminata del primo moonwalker.

Francobollo Primo uomo sulla Luna

Francobollo Primo uomo sulla Luna (Stati Uniti, 1969)

Armstrong allora aveva 39 anni e commosso guardò la Terra dalla Luna. Nato in Ohio da genitori di origine tedesca, carattere riservato, lontano dai trionfalismi della retorica ufficiale, dopo l’impresa spaziale Armstrong aveva il mondo ai suoi piedi: proposte danarosissime per la partecipazione a conferenze, board di multinazionali, pubblicità. Scelse un basso profilo, quello di consulente della Nasa e docente di ingegneria aerospaziale all’università di Cincinnati.

Per quella sua innata ritrosia e per il mancato accordo fra Nasa e amministrazione postale, un’altra sua impresa è rimasta nell’ombra, conosciuta forse ai soli collezionisti: Armstrong è stato il primo “postino lunare”. Nel loro bagaglio personale, gli astronauti dell’Apollo 11 avevano infatti buste affrancate: 47 Armstrong, 63 Collins, 104 Aldrin. Le portarono a bordo del modulo Columbia, che divenne il primo ufficio postale orbitante attorno al nostro satellite; il 22 luglio, ormai durante il viaggio di ritorno, prima annullarono la prova del francobollo, poi le buste, tutte e 214.

Il direttore delle poste americane Winton M. Blount avrebbe voluto dare all’evento grande risonanza mediatica con un collegamento speciale, ma da Houston la risposta fu laconica: «gli astronauti hanno già troppo a cui pensare». Riportate sulla Terra, le lettere furono sottoposte per diciotto giorni a quarantena insieme agli astronauti, poi regolarmente inoltrate e annullate nell’ufficio postale più vicino alla base spaziale, Webster. Mai un pacco postale aveva compiuto un viaggio così lungo, 800 mila chilometri.

Astronauta ignoto, l’errore che lo ha reso celebre

Nel 1978, fu offerto per la prima volta in Italia un francobollo piuttosto particolare. A valorizzarlo commercialmente fu la Bolaffi, che l’aveva individuato sul mercato statunitense. Si trattava della versione naturale del francobollo da 10 centesimi di posta aerea emesso da Washington nel 1969 per celebrare la missione Apollo 11 condotta da Armstrong, Aldrin e Collins.

Francobollo Astronauta ignoto

Francobollo naturale Astronauta ignoto (Stati Uniti, 1969)

Se l’esemplare ufficiale rappresentava il momento esatto dello sbarco sulla Luna compiuto da Neil Armstrong, come lascia intendere il dettaglio della bandiera americana raffigurata sulla spalla sinistra, il francobollo sbagliato acquisiva invece un carattere più universale, perché proprio l’assenza delle sette righe colorate della bandiera statunitense (causata da un’anomalia nella stampa per un difetto del rullo inchiostratore) toglievano ogni connotazione nazionale trasformando l’astronauta nel rappresentante dell’umanità intera. Tanto che quel francobollo sbagliato si iniziò a chiamare Astronauta ignoto.

Come per il Gronchi Rosa, il francobollo italiano più famoso, fu proprio questo errore a farne un esemplare raro e ricercato dai collezionisti, aumentandone il valore di acquisto. Della versione naturale Astronauta ignoto ne esistono poche centinaia – alcuni del tutto privi di bandiera, altri solo con tracce – tutti provenienti da poche decine di fogli originariamente venduti da un ufficio postale periferico di El Paso, in Texas. L’errore si presentava solo su tre francobolli (due privi di bandiera, uno con tracce parziali) nel blocco inferiore sinistro del foglio di stampa (composto da 128 esemplari in quattro blocchi da 32), ma ricorreva con maggiore frequenza nella metà destra. Nessun naturale invece sembrava provenire dal quarto superiore sinistro. Per la sua felice combinazione di rarità e carattere universale della celebrazione del First man on the moon – l’epocale conquista della Luna –, questo pezzo potrebbe ben figurare in tutte le collezioni del mondo.

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