I Manifesti: i

fondi oro

del Ventesimo secolo




Nel Medioevo i fondi oro, opere d'arte sacra caratterizzate dall'utilizzo di lamine d'oro come sfondo della rappresentazione, permettevano non soltanto di impreziosire i luoghi di culto, ma anche di invitare pubblicamente tutta la popolazione alla preghiera e a pensieri pii. Cambiato il supporto, nel Ventesimo secolo i manifesti sono diventati i nuovi fondi oro che, abbandonata la strada spirituale per quella dei consumi terreni, si rivolgono alle masse per spingerle a un'altra attività: l’acquisto di beni materiali.
In questo ruolo, ai manifesti pubblicitari compete l’indiscusso primato di essere stati i più attenti “cronisti” del Ventesimo secolo. Ma accanto ai poster pubblicitari, notevole interesse collezionistico rivestono anche quelli cinematografici e turistici; belli da “appendere al muro” e forma di investimento con notevoli potenzialità.

In Italia spetta alla Bolaffi il primato di aver cominciato nel maggio del 1996 a organizzare con cadenza semestrale le aste di manifesti d’epoca. Da allora i prezzi di vendita sono sensibilmente aumentati e sebbene il mercato sia ancora molto giovane e quindi ancora in fase di decollo alcuni collezionisti hanno già avuto grandi soddisfazioni. Il realizzo delle 26 aste finora battute dalla Bolaffi è di oltre 11 milioni di euro; in queste occasioni alcune affiches hanno più che decuplicato il proprio valore. I manifesti più redditizi stanno conoscendo una rivalutazione di almeno un 10% annuo.


Cordial Campari



  

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