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La "parola scritta" dei primordi (3000 a.C. - 800 d-C.) |
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La "parola scritta" dei monaci, dei mercanti e dei grandi viaggi (801 - 1660) |
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La "parola scritta" prefilatelica (1661 - 1840) |
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La "parola scritta" filatelica (dal 1840) |
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La "parola scritta" nel cielo (dal 1783) |
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La "parola scritta" nello spazio (dal 1928) |
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La "parola scritta" tecnologica (dal 1450 circa) |
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A spasso fra la storia illustrata |
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I libri che hanno rivoluzionato il Novecento |
Nell'ingegnosa "fucina" Bolaffi è stata coniata una nuova indicazione lessicale: filografia. Il neologismo - propriamente "amore per la scrittura" - implica lo studio e il collezionismo di tutte le testimonianze relative alla comunicazione scritta, in maniera da rendere un documento non solo il singolo testimone di un'epoca o di una cultura, ma anche il frammento di un puzzle che ricompone l'intera "civiltà della scrittura": dalle iscrizioni sumere ed egiziane alle lettere inviate nello spazio, dalle pergamene medievali alla scrittura dematerializzata nei messaggi di posta elettronica e negli sms. Dall'attenzione per il francobollo - il motore che, a partire dal 1840, ha reso possibile la diffusione universale della comunicazione scritta - Bolaffi è dunque passata all'indagine sulla scrittura, dalle sue origini fino ai suoi più recenti sviluppi.
Nel gennaio 2006, in occasione dei giochi olimpici invernali di Torino, Bolaffi ha aperto le porte del suo archivio storico, inaugurando, nella sede centrale torinese, l'Archivio della filografia e della comunicazione.
Lo scopo dell'istituzione è quello di cadenzare la storia sociale dell'uomo attraverso la sua più straordinaria manifestazione, ovvero la comunicazione scritta, per mezzo di una ricerca di tipo antiquarial-collezionistico.
Infatti, con il progredire della tecnologia, la scrittura si sta rapidamente dematerializzando e pertanto può essere studiata non solo come efficace strumento di informazione e veicolo del sapere, ma anche quale vero e proprio oggetto di collezione.
Il percorso filografico si sviluppa attraverso un duplice itinerario: il primo riguarda i più importanti reperti della "civiltà della scrittura" collocati secondo un preciso ordine cronologico; il secondo è invece un percorso iconografico attraverso quelli che possono essere considerati i "fondi oro" del XX secolo, cioè i manifesti. Chiude la visita unospazio dedicato alle riflessioni su passato,presente e futuro della parola scritta, minacciata in misura sempre più incalzante dalle moderne forme di comunicazione.