maglie calcio poco prezzo moncler outlet air max outlet Cheap NFL Jerseys
L'affaire del IX Congresso filatelico - Francobolli Italia Regno - Bolaffi dal 1890 Francobolli Filatelia Collezionismo
Seguici su Google + Seguici su Google + Seguici su twitter Seguici su facebook Segui le news

Newsletter

Scegli a quale newsletter iscriverti:
Privacy Policy

L'affaire del IX Congresso filatelico

francobolli_IX_congresso

Théodore Champion, il grande commerciante ed editore filatelico francese della prima metà del Novecento, aveva l'abitudine di inserire la propria pubblicità nella quarta pagina di copertina (cioè nel luogo più prestigioso) di tutte le principali riviste filateliche del mondo. E così faceva, negli anni Venti, anche con Il Corriere filatelico, la rivista milanese fondata e diretta da Leopoldo Rivolta, industriale e collezionista di Lombardo-Veneto. Ma nel 1922 ebbe uno scontro feroce proprio con Rivolta, e per ripicca tolse la propria pubblicità alla rivista (che peraltro rimise poco dopo). Cos'era successo?

 

Un pesante scambio di accuse fra Il Corriere filatelico e L'Echo de la timbrologie, la prestigiosa rivista francese, organo della casa Yvert et Tellier-Champion, editrice dell'omonimo catalogo. gruppo_congressisti_triesteLe accuse riguardavano una recente emissione commemorativa italiana.

 

Dal 1910, sull'onda di iniziative simili in diversi Paesi, in Italia si tenevano i Congressi filatelici italiani. Si trattava di libere riunioni di filatelisti, organizzate da società filateliche dell'epoca, che costituivano l'annuale occasione d'incontro fra collezionisti. Durante questi appuntamenti si tenevano relazioni su temi filatelici o d'attualità, si dibattevano le questioni del momento (per esempio, la legittimità o meno di certe emissioni) e si parlava di politica.

 

Il primo congresso ebbe luogo a Napoli nel 1910, seguito da Torino 1911, Milano 1912, Roma 1913, Napoli 1914. Poi scoppiò la Prima guerra mondiale, e naturalmente i congressi vennero sospesi. Ripresero nel 1919 a Torino - occasione in cui venne costituita la Federazione fra le società filateliche italiane - poi a Genova nel 1920 e a Firenze nel 1921. Nella città toscana si decise dove tenere il congresso successivo, il nono della serie, e la scelta cadde su Trieste, città appena annessa all'Italia.

 

L'organizzazione venne affidata al Circolo filatelico triestino, all'epoca presieduto da Luigi Farcich, che il 5 gennaio 1922 chiese al ministero delle Poste l'usuale ufficio postale provvisorio con annullo speciale, ma non solo. Farcich scrisse che avanzava "una proposta che nutre fiducia verrà presa in seria considerazione", e cioè la richiesta di "francobolli commemorativi, non speciali come disegno, ma con una sovrastampa". Argomentava che, poiché questi francobolli sarebbero stati venduti dagli impiegati postali, i controlli sarebbero stati garantiti; il circolo si impegnava ad acquistare in blocco le eventuali rimanenze, in modo che le poste non avrebbero corso rischi di perdita.

 

Il 24 maggio il ministero rispose, accettando la richiesta: 15 mila francobolli da 10, 15, 25 e 40 centesimi di quelli all'epoca in corso (e quindi dei tipi Leoni o Michetti) sarebbero stati sovrastampati IX congresso / filatelico / italiano - Trieste / 1922, e di questi 4 mila sarebbero stati venduti ai congressisti, con precedenza sugli altri acquirenti: si prevedeva infatti grande ressa, come per i francobolli in centesimi di corona di tre anni prima.

serie_ed_etichetta_del_congresso_su_cartolina

 

Il congresso si tenne a Trieste dal 4 all'11 giugno 1922, nella sala del ristorante Dreher, nella centralissima piazza della Borsa, e i francobolli furono emessi il giorno d'apertura dei lavori, il 4 giugno (nn. 254/257). Due mila serie furono trattenute dalle poste, 4 mila furono vendute ai congressisti (che potevano averne sino a dieci serie a testa) e 9 mila furono messe in vendita agli sportelli delle poste centrali di Trieste, in non più di cinque serie per richiedente: le cronache parlano di "folla enorme che si pigiava per avere le poche serie in vendita". Furono validi per l'affrancatura sino al 30 settembre.

 

All'epoca le emissioni di francobolli commemorativi o celebrativi non erano certo così frequenti come oggi, né ricordavano con frequenza eventi contemporanei. Si trattò quindi di un'emissione certamente inusuale, forse eccezionale: e fu questa che suscitò le ire dell'Echo de la timbrologie. Nel numero 637 del 15 luglio 1922 la rivista francese, parlando a nome della casa commerciale che rappresentava, scrisse: "Questi francobolli sono stati stampati dalla Stamperia di Stato dei francobolli italiani e sono quanto di più ufficiale vi possa essere. Ciononostante noi non li catalogheremo. Che essi costituiscano un ricordo interessante per coloro che hanno assistito al Congresso, non lo contestiamo, ma noi troviamo che è finalmente venuto il momento di porre un termine alla formidabile marca di novità inutili. In un grandissimo numero di paesi vi sono dei congressi filatelici annuali. Ove finiremmo se ognuno d'essi facesse emettere una serie commemorativa?".

 

cartolina_affrancata_con_vittoria_da_15_centesimiIl Corriere filatelico rispose con un trafiletto dal titolo Amenità, a firma "A.", che ironizzava sulla presa di posizione francese, e osservava che la non catalogazione annunciata si riferiva evidentemente al listino della casa, non al catalogo, perché "sarebbe la prima, primissima volta che un catalogo si rifiuterebbe di elencare una emissione ufficialmente emessa da un governo regolarmente costituito!". Saputa la notizia, continuava il trafiletto, "in Italia si sono fatte le più grasse risate".

 

Théodore Champion rispose a strettissimo giro di posta, indirizzando una lettera a Leopoldo Rivolta, in cui lamentava la critica "senza valore, astiosa, personale e scorretta" e proseguiva: "Sarebbe perfettamente ridicolo (Lei, in tutta giustizia, ne converrà con me) che la Casa Champion, così presa a parte dal giornale, lasciasse sussistere l'importante inserzione della quarta pagina di copertina. La prego quindi prender nota che da oggi sopprimo completamente le inserzioni nel suo giornale".

 

La risposta di Rivolta respingeva le accuse alle critiche del suo redattore "al brutto e antipatico gesto del redattore dell'Echo". "Ma cosa credeva il signor Champion - proseguiva Rivolta - di averci comperato con la tangente di una pagina di pubblicità?". Il catalogo Yvert et Tellier, continuava, aveva riconosciuto senza riserve "francobolli di sfacciata speculazione emessi da privati e persino semplici etichette ". Con una catalogazione non equanime, argomentava Rivolta, perdeva il diritto di chiamarsi catalogo e diventava il listino di una Casa qualunque.

 

la_risposta_di_rivolta_a_championLa polemica era rovente: anche lo Schweizer Briefmarken Zeitung, il giornale svizzero, si dichiarò d'accordo con i francesi, e la testata italiana gli rinfacciò gli annuali Pro Juventute. La serie venne però energicamente difesa, oltre che da Il Corriere filatelico, anche dalla Federazione fra le società filateliche italiane. E il disaccordo con Champion finì velocemente: già l'anno successivo, infatti, la Francia emise un francobollo per il Congresso filatelico francese di Bordeaux; nell'edizione del 1924 il catalogo Yvert et Tellier lo inserì regolarmente in catalogo, e quindi non poté non catalogare anche la serie triestina; e riprese anche la pubblicità sulla rivista italiana.

 

L'accoglienza dei filatelisti italiani, invece, fu tiepida. Emilio Diena era ritornato da Trieste con 50 serie per i soci della Società (oggi Associazione) filatelica italiana di Roma, e solo la metà dei soci ritirò la propria serie: le rimanenze rimasero per qualche anno nelle aste domenicali per beneficenza della Società.

 

Nel 1926 l'ufficio filatelico ministeriale mise in vendita la serie a 15 lire contro i 90 centesimi di facciale, e il prezzo cominciò a lievitare. Dal punto di vista tecnico, si registrano alcune varietà di sovrastampa: spostamenti, impronte di spazio tipografico (cioè una lineetta verticale sul bordo sinistro) e la più spettacolare, la mancanza dell'ultima riga, quella con "1922".

 

Una serie, quindi, dalle vicende molto particolari: emessa per un evento filatelico, venduta solo nel capoluogo giuliano per pochi giorni, ebbe una grande risonanza internazionale, più di tutti i commemorativi sino ad allora emessi dall'Italia.

Gli altri congressi filatelici italiani

Dopo quello di Trieste, la tradizione dei congressi continuò ininterrotta sino agli anni Trenta, poi si diradò sempre di più. Questa la lista completa.

10^ Congresso filatelico italiano: Milano 1923.Nell'occasione fu presentato il Catalogo della Vittoria, frutto del lavoro di una commissione nominata in un congresso precedente;

11^ Congresso: Roma 1924;

12^ Congresso: Livorno 1925;

13^ Congresso: Brescia 1926;

14^ Congresso: Fiume 1927;

15^ Congresso: Napoli 1928;

16^ Congresso: Torino 1929, nell'ambito dell'esposizione filatelica nazionale;

17^ Congresso: Milano 1930;

18^ Congresso: Livorno 1931;

19^ Congresso: Venezia 1932;

20^ Congresso: Bologna 1933;

21^ Congresso: Padova 1934;

22^ Congresso: Lucca 1947;

23^ Congresso: Torino 1948, nell'ambito delle manifestazioni filateliche per il centenario del Risorgimento;

24^ Congresso: Brescia 1949;

25^ Congresso: Milano 1950, nell'ambito delle manifestazioni filateliche per il centenario dei francobolli del Lombardo-Veneto;

26^ Congresso: Firenze 1951, nell'ambito delle manifestazioni filateliche per il centenario dei francobolli di Toscana;

27^ Congresso: Reggio Emilia 1952, nell'ambito delle manifestazioni filateliche per il centenario dei francobolli di Modena e Parma;

28^ Congresso: Venezia 1953, nell'ambito dell'esposizione filatelica europea.

29^ Congresso: Trieste 1968, nell'ambito della manifestazione filatelica "Trieste 68", nel cinquantenario della redenzione.

30^ Congresso: Torino 1969, nell'ambito delle manifestazioni filateliche per il cinquantenario della Federazione fra le società filateliche italiane;

31^ Congresso: Roma 1970, nell'ambito della manifestazione filatelica "Roma 70", nel centenario di Porta Pia;

32^ Congresso: Spotorno 1984;

33^ Congresso: Torino 1984, nell'ambito della Giornata della filatelia e per il 75^ anniversario di fondazione dell'Unione Filatelica Subalpina;

34^ Congresso: Ravenna 1998, nell'ambito della manifestazione filatelica "Gifra 98". In quell'occasione si gettarono le basi per la firma del protocollo d'intesa tra la Federazione fra le società filateliche italiane e il ministero della Pubblica istruzione.

Altre riunioni filateliche in Venezia Giulia negli anni Trenta

incontro_filatelico_a_TriesteNella Venezia Giulia fra le due guerre - che comprendeva anche l'Istria e Fiume - l'attività filatelica era vivace. Era infatti iniziata subito dopo la prima guerra con le emissioni particolari per la Venezia Giulia e i valori in centesimi di corona e con i francobolli per Fiume, la città quarnerina all'estremo lembo orientale. Oltre al congresso triestino del 1922 e a quello fiumano del 1927, si ricordano altre occasioni d'incontro.

IL TREND DEL IX CONGRESSO NEGLI ULTIMI 50 ANNI


I primi anni Venti videro il punto più basso nella qualità di stampa dei francobolli italiani. Le difficili condizioni postbelliche non permettevano la necessaria cura né i migliori materiali, per cui i francobolli ordinari presentavano spesso gomma di qualità scadente e carta non ottimale; la dentellatura, poi, era apposta con scarsa cura, con il risultato che la maggior parte dei francobolli era mal centrata. Queste sfortunate circostanze si riverberano anche su questa emissione, ottenuta per semplice sovrastampa dei francobolli ordinari: è difficile trovare una serie ben centrata, e il catalogo informa che la qualità media è solo del 30%; assegna anche un valore ben più elevato - 17.000 euro contro 4.500 - per gli esemplari nuovi con comprovata storicità.


trend_IX_congresso

Bookmark and Share

Articoli correlati

25/06/2012
Fino al 1925 nella Somalia circolavano francobolli con il valore in rupie.
25/06/2012
Nel 1921 l'Italia celebrò il ghibellin fuggiasco con tre francobolli ufficiali e un naturale.
08/06/2012
Nel 1922, a Trieste, fu sfiorato l’incidente diplomatico fra italiani e francesi per i francobolli che celebravano l’annuale riunione dei filatelisti italiani.
08/06/2012
La vittoria nella grande guerra fu salutata da una serie preparata da tempo, che ebbe una grande tiratura poco distribuita e dovette essere riproposta tre anni dopo; effigiava la vittoria alata di Brescia.
08/06/2012
Gli esemplari emessi durante il regime fascista svelano l’importanza che la dittatura di Mussolini attribuiva al francobollo come veicolo di comunicazione.
08/06/2012
La storia del difficile rapporto fra le poste italiane e la pubblicità
09/05/2012
La prima commemorativa del dopoguerra celebrava un importante risultato del conflitto.
08/05/2012
Dopo uno “sconfinamento” in Norvegia, la lettera del signor Gadale, intrappolato a Parigi, riuscì a raggiungere la destinataria, rifugiata vicino a Gironda, rassicurandola e aggiornandola sulle vicende della capitale assediata.
08/05/2012
Cosa capitò alla piccola repubblica (e ai suoi francobolli) durante la seconda guerra mondiale e come la ricorrenza del ventennale dei fasci divenne la celebrazione della caduta del regime.
08/05/2012
Più che commemorativi, volevano essere francobolli di beneficenza:ma l’accoglienza del pubblico fu tiepida.
07/05/2012
Dalla nuova emissione turistica, un flash back sulle origini di questa serie longeva.
07/05/2012
Il campanile che crollò nel 1902 fu ricostruito "com’era e dov’era" dieci anni dopo fu il soggetto di una delle prime emissioni commemorative.