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La lunga estate del '43 a San Marino

Dietro un non emesso c'è sempre una storia interessante. Dietro quelli sammarinesi del 1943 è addirittura drammatica, anche se con qualche caduta nel grottesco. Come tutta la vicenda del fascismo e dei suoi aspetti filatelico-postali nella Repubblica di San Marino.

 

Il partito fascista sammarinese si costituisce piuttosto tardi, il 10 agosto 1922, fra la generale indifferenza dovuta al distacco dai politici, incapaci di dar vita a un governo stabile e fronteggiare la crisi economica, e al malcontento per la riforma tributaria dell'anno precedente. Ma agisce con molta rapidità: già il 1^ ottobre riesce a imporre una reggenza filofascista, e l'anno dopo alle elezioni politiche sale al potere senza bisogno di marce sul Pianello simili a quella su Roma. La presa del potere è confermata nel 1926 da nuove elezioni in cui è presente un'unica lista e dallo scioglimento degli altri partiti, ma con una sempre più profonda ingerenza del fascismo italiano nella politica di San Marino, il cui grado di indipendenza viene seriamente intaccato.

francobolli_sanmarinesi

Pur antidemocratico, il fascismo sammarinese non raggiunge però gli eccessi di quello italiano; più che altro ne scopiazza gli aspetti di sopraffazione, personalistici e spesso puramente formali. Come lo scimmiottare l'anno fascista introducendo l'anno dFR, 'dalla fondazione della Repubblica' fissata al 3 settembre 301 d.C. Ma, a differenza dello stemma italiano in cui i fasci si installano ai lati dello stemma sabaudo, lo scudo con le tre penne sammarinesi non viene toccato.

 

Dopotutto la famiglia Gozi che è a capo del partito fascista non è Mussolini. Anzi, uno dei Gozi è chiamato "il milordino" a causa della sua passione per tutto ciò che è inglese. Ed è grazie all'interessamento di una sua conoscenza, Melville Alan Jamieson, console generale della Repubblica a Londra e appassionato collezionista, che dal 1927 San Marino affida la sua intera produzione filatelica alla Bradbury Wilkinson & Co Ltd di New Malden, Surrey, una delle più note stamperie inglesi di francobolli e banconote (foto 1).serie_venetennale_fasci E l'esclusiva, sotto la supervisione del Jamieson, che così diventa di fatto superconsulente filatelico della Repubblica, continua anche dopo che la propaganda mussoliniana trasforma la Gran Bretagna nella "perfida Albione" a causa delle "inique sanzioni" per l'occupazione dell'Etiopia. Unica eccezione la serie che doveva ricordare il decennale dei fasci sammarinesi e invece ne celebra il 12^ anniversario (e pure in ritardo di sei mesi), stampata a Roma, ma sempre in calcografia (foto 2).

 

Nel 1940 però la dichiarazione italiana di guerra a Francia e Gran Bretagna blocca ogni contatto, anche se San Marino resta come sempre neutrale. E blocca i lavori della serie che deve celebrare il secondo centenario della liberazione dal cardinal Alberoni, che aveva occupato la Repubblica dal 17 ottobre 1739 al 5 febbraio 1740. Le scorte di francobolli sono però sufficienti per oltre un anno, grazie anche a qualche soprastampa (foto 3). Ma nel 1942 è giocoforza ricorrere al Poligrafico italiano, evitando però di creare una nuova serie ordinaria: Mussolini aveva detto che la guerra sarebbe stata breve, e quindi - in attesa di ordinare alla Bradbury Wilkinson nuove forniture - si realizzano serie celebrative lunghissime, con tutti i tagli che si rendono necessari per il servizio (foto 4). Tra l'altro la guerra, impedendo il rifornimento di novità filateliche dei paesi nemici e limitando fortemente anche quello degli altri paesi, sta facendo crescere sempre più la richiesta di francobolli sammarinesi, mentre sul Titano la politica filatelica dell'epoca resta quella di celebrare solo eventi, personaggi e cose strettamente legati alla Repubblica, e non è facile trovarne. Per questo si enfatizza al massimo la restituzione all'isola di Arbe - annessa all'Italia dopo l'occupazione italo-tedesca della Iugoslavia - della bandiera tricolore ricevuta in consegna nel 1923, quando la patria del santo Marino era diventata iugoslava. Oppure si fa propaganda alla stampa sammarinese, quattro periodici in tutto, e si ricordano persino le "giornate estive del francobollo" che si tengono nella vicina Rimini. Di qui la grande importanza che si dà alla serie celebrativa del ventennale dei fasci sammarinesi (foto 5), che deve apparire senza fallo al compimento dei vent'anni, il 10 agosto 1943, in cui figura anche un indiretto omaggio ai fascisti romani che hanno regalato la colonna del foro ora al centro della piazza Cantone di San Leo inaugurata nel 1937 con tanto di foglietto, il primo in Italia.

 

Solo che il 25 luglio, quando la serie è ormai stampata e una prima fornitura è già approdata sul Titano, Vittorio Emanuele III fa arrestare Mussolini e con lui cade il fascismo, sùbito in Italia e il 28 luglio anche a San Marino. Qui però, a differenza dell'Italia, ricompaiono di colpo tutti i partiti, a eccezione ovviamente di quello fascista, e vengono indette nuove elezioni; è anche strong>posta fuori corso - primo e unico caso dopo l'introduzione nel 1928 della validità permanente delle carte-valori - la compromettente serie di propaganda della stampa in cui primeggia il giornale fascista Il popolo sammarinese (foto 8). Di più, si decide di celebrare l'evento politico ordinando la soprastampa della serie del Ventennale ancora ferma a Roma, parte con la data della caduta del fascismo sammarinese, 28 Luglio 1943 - 1642 S.f.r. ('dalla Fondazione della Repubblica'; foto 6), e parte con Governo Provvisorio sistemato sopra le barrette orizzontali che cancellano Ventennale dei fasci 1922- 1942 (foto 7). A fine agosto le due serie, le uniche al mondo che testimoniano praticamente in diretta la caduta del fascismo, vengono ufficialmente emesse, mentre la prima provvista giunta a San Marino e rimasta senza soprastampa sarà poi ceduta ai collezionisti.

 

Ma passa una sola settimana e in Italia si succedono vari avvenimenti che partendo dalla firma dell'armistizio finiscono per spezzare in due la penisola. E San Marino si ritrova nella metà occupata dalle forze del Reich, proprio in quella che di lì a poco sarà un'altra repubblica, quella Sociale Italiana. Ma la presenza di un governo che, per quanto provvisorio, include tutti i partiti, rende la situazione molto pericolosa: divenuti bersaglio dei fascisti soprattutto italiani, i dirigenti sammarinesi sono costretti ad approfittare del passaggio del feldmaresciallo Rommel, il 23 ottobre 1943, per ottenere un insperato aiuto dalle forze tedesche con il divieto di entrare nella Repubblica senza autorizzazione. Finché non si trova la soluzione di affidare tutti i poteri di governo a un Consiglio di Stato composto da venti membri, in gran parte ripescati tra i vecchi gerarchi: i quali il 4 gennaio 1944 ricostituiscono il vecchio partito come Fascio repubblicano di San Marino.

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Dopo il tempo dell'equilibrismo - che continua con i francobolli che celebrano la caduta del fascismo utilizzati, essendo gli unici disponibili, nel bel mezzo di un'Italia fascista - arriva quello della guerra in casa. San Marino, che già si trova al centro dell'emergenza provocata dagli oltre 50 mila sfollati (tanti che sembrano "centomila") in cerca di salvezza dai fascisti e dall'avvicinarsi del fronte, senza energia elettrica e con un'unica razione di 50 grammi di pane al giorno per tutti, con un bilancio statale che ha come fonte primaria proprio i francobolli (e per questo s'inventa degli espressi e due valori con sovrapprezzo pro Istituto case popolari; foto 9), il 26 giugno 1944 viene bombardata dagli Alleati, pare in seguito a errate notizie su installazioni tedesche nella Repubblica: e le 250 bombe sganciate da aerei britannici provocano 63 morti e cancellano per sempre la ferrovia con il trenino azzurro voluta personalmente da Mussolini. Poco dopo ai piedi del Titano arrivano reparti tedeschi e dell'altra Repubblica, e a metà settembre il territorio sammarinese si trasforma per diversi giorni in campo di battaglia. Finchè il 20 settembre gli Alleati hanno la meglio. E poco importa che per tre mesi impongano anche a San Marino la loro politica di occupare e amministrare militarmente le zone appena liberate; l'importante per la Repubblica è di essere uscita, seppure un po' malconcia, da due estati all'insegna del pericolo.

 

Quanto al bombardamento alleato, esso sarà oggetto di varie forme di risarcimento, di cui una filatelica: la carta necessaria per la stampa dei foglietti dedicati ai 50 anni del Palazzo pubblico, dei quali uno su otto presenta in filigrana il marchio Hammermill Bond made in Usa (foto 10). La conclusione definitiva del ventennio fascista sammarinese si avrà nell'estate 1947 con l'emissione della serie Alberoniana (foto 11). Si tratta infatti della serie messa in cantiere nel 1940 per celebrare il secondo centenario della cacciata del cardinal Alberoni, stampata dalla Bradbury Wilkinson con anni di ritardo per sfruttare l'ultima provvista di carta con filigrana 3 penne e le incisioni in due diversi formati del noto dipinto di Pompeo Batoni: l'allegoria del santo che risolleva la Repubblica risulta decisamente attuale in questo periodo pieno di problemi come tutti i dopoguerra.

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