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Il campanile di Venezia

venezia

Aveva esaurito tutte le sue nove vite: il povero gatto che rimase sotto le macerie fu l'unica vittima del crollo del campanile di san Marco, quella mattina del 14 luglio 1902. Il campanile, simbolo della città, dalla cui sommità Galileo Galilei aveva scrutato gli astri col suo cannocchiale, era stato eretto mille anni prima, e aveva raggiunto la forma in cui era nel 1511, ottenuta risistemando i precedenti campanili medievali. Più volte colpito da fulmini, era ormai malandato, e qualche giorno prima del crollo si era aperta una lunga fenditura lungo tutta una parete; tant'è che, temendo proprio ciò che sarebbe avvenuto, l'area era stata transennata.francobolli_emessi_nel_1912L'ultima ispezione era avvenuta proprio quella mattina, e gli ingegneri si erano resi conto che la situazione era disperata, sino a che, alle 9,55, un grande boato fu immediatamente seguito dal repentino crollo verticale del campanile e da un'enorme nuvola di polvere.

 

I veneziani dissero che era caduto da "galantuomo" qual era, cioè senza vittime umane, anche se era crollato sopra la loggetta di Sansovino, e aveva ferito l'angolo della Libreria anch'essa sansoviniana. Sbigottimento, dolore e commozione furono i sentimenti di quel giorno. El paròn de casa ('il padrone di casa'), come affettuosamente lo chiamavano i veneziani, era molto amato, e l'impressione dell'evento fu veramente traumatica. Eppure, la città non si perse d'animo: davanti alle rovine ancora fumanti Antonio Fradeletto, senatore veneziano, lanciò il grido: "facciamolo risorgere". Quella stessa sera, riunito in seduta straordinaria, il consiglio comunale con il sindaco, conte Grimani, votò la ricostruzione del campanile, adottando una formula destinata a diventare famosa: "dov'era e com'era". Erano infatti già iniziate le ridde di voci, di proposte, di soluzioni fantasiose, che proponevano di non ricostruirlo, oppure di ricostruirlo in piazza in posizione più centrale, oppure di ricostruirlo in altro stile. Polemiche destinate ad ampliarsi nel mondo via via che la notizia raggiunse una vastissima eco internazionale: da molti stati giunsero offerte, sottoscrizioni, ma anche progetti; un giornale tedesco argomentò che gli architetti italiani non sarebbero stati capaci di ricostruirlo, e che meglio sarebbe stato affidare i lavori ai propri connazionali. Le immagini del crollo e della piazza senza il campanile fecero il giro del mondo anche grazie alle cartoline illustrate, che all'epoca godevano del momento di massimo fulgore, tanto da realizzare anche alcuni falsi (foto 2, 3, 4).

 

Il governo italiano e il comune di Venezia rimasero fermi nel loro proposito, e il 25 aprile (giorno di san Marco) 1903 ebbero inizio i lavori di ricostruzione: il 25 aprile 1912, dieci anni dopo il crollo, il nuovo campanile fu inaugurato, esattamente dov'era il precedente e identico a quello. L'avvenimento fu ritenuto degno dell'emissione di francobolli commemorativi, che l'Italia aveva iniziato a emettere da appena due anni. Furono perciò appositamente preparati due valori da 5 e 15 centesimi, destinati rispettivamente alle cartoline e alle lettere (154-155) e messi in vendita quello stesso 25 aprile (foto 1).

 

Era la terza emissione di francobolli commemorativi in Italia, e la prima senza sovrapprezzo: "al prezzo corrispondente al valore nominale, senza alcun aumento" specificava infatti l'amministrazione postale. Come allora d'uso, la vendita fu limitata, perché furono "posti in vendita soltanto dagli uffici postali di Venezia e provincia, nonché dai rivenditori autorizzati della città di Venezia"; però, specificavano ancora le poste, "mentre la vendita dei francobolli è fatta esclusivamente nella provincia di Venezia, è reso tuttavia facoltativo l'uso dei medesimi anche per la francatura delle corrispondenze impostate in altre località del Regno", mentre non sarebbero stati considerati "validi se applicati su corrispondenze dirette all'estero, opponendosi a ciò l'articolo 11 della convenzione dell'Unione postale universale": all'epoca infatti i francobolli commemorativi erano ritenuti quasi poco più che figurine e non ammessi nei rapporti internazionali, come sarebbe invece avvenuto dopo la guerra. La validità d'affrancatura fu limitata alla fine dell'anno; la tiratura fu di 1.613.500 francobolli da 5 centesimi e 172.100 da 15 centesimi.

 

Il disegno, di Augusto Cezanne (foto 5), era uguale per i due valori (stampato il primo in azzurro nero, il secondo in bruno), e raffigurava una veduta del campanile dalle cupole della basilica di san Marco con sullo sfondo altre chiese della città, le date e il motto "come era dove era"; la stampa venne realizzata in calcografia, su incisione di Angelo Repettati. Il maestro non utilizzò lo stesso conio per ambedue i valori cambiando il tassello del valore, ma realizzò due coni diversi, mirabilmente uguali l'uno all'altro. Piccole differenze, inevitabilmente, si possono però notare; la più importante è una piccola finestra nella parete sinistra del campanile, presente nel 15 centesimi ma assente nell'altro valore.

varie_campanile_venezia

Sono note alcune varietà di dentellatura, doppia o spostata, di non grandissimo pregio. La varietà più interessante riguarda il 5 centesimi: gli ultimi otto valori dell'ultima riga hanno una leggera doppia incisione. Nell'ultimo francobollo, cioè quello in basso a destra nel foglio, si vede bene la doppia impronta nella cifra del valore 5 e nella scritta superiore Poste Italiane.

 

Seppur non da protagonista, il campanile di san Marco ricomparve un ventennio dopo sui francobolli italiani, e precisamente sul francobollo da 1,75 lire (473) della serie del 1934 dedicata al decennale dell'annessione della città di Fiume, all'interno di una corona di campanili veneti e giuliani (foto 6).

 

Questa fu l'ultima emissione commemorativa prima della grande guerra: durante il conflitto, quattro francobolli sarebbero stati dedicati alla Croce Rossa, ma per rivedere altri francobolli commemorativi sarebbero dovuti passare ben otto anni.

cezanne_e_fiume

IL TREND DEL CAMPANILE NEGLI ULTIMI 50 ANNI


Il campanile di san Marco, come tutta Venezia e la sua laguna, è riconosciuto patrimonio mondiale dell'Unesco. Il suo valore è quindi inestimabile. Il campanile ritratto sulla coppia di esemplari del 1912 (154-155) invece un prezzo ce l'ha: è quotato 275 euro (55 il 5 centesimi, 220 il 15 centesimi).

Nel corso del tempo l'andamento di questa serie (stampata in 1.613.500 esemplari e all'epoca distribuita solo in Venezia e provincia), che è la terza commemorativa in Italia e la prima senza sovrapprezzo, è stato oscillante, ma dagli anni Novanta si è apprezzato e consolidato.


trend_del_campanile

galileo_sul_campanileGalileo sul campanile

La penultima serie commemorativa del regno d'Italia apparve nel 1942, e fu dedicata a Galileo Galilei. Nel francobollo da 25 centesimi (585) si vede il grande scienziato che scruta il cielo con il suo cannocchiale dal campanile di san Marco.

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