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Le Isole delle Donne

Nessun viaggio (filatelico) verso destinazioni lontane, ma uno sguardo a un angolo del nostro paese, per scoprire, o riscoprire, una località che è un tributo al mondo femminile. Almeno nella toponomastica.

Ma proprio a dispetto della toponomastica, che evoca paesaggi da quadro di Gauguin, brezze carezzevoli, profumi muliebri, l'Isola delle Femmine che si erge nel golfo di Carini, a poche centinaia di metri di distanza dalla costa nordoccidentale della Sicilia, è un isolotto aspro e roccioso, battuto dai venti e dalle onde, sormontato dalle rovine di una torre di avvistamento del XV secolo.

 

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Eccola l'Isola delle Femmine, bella e solitaria, da cui, pur con qualche giorno di anticipo sull'8 marzo, è arrivata una busta che, per luogo di spedizione e affrancatura - sei esemplari della serie Donna nell'arte e una quartina con la mimosa - è, idealmente, un omaggio filatelico alla festa della donna (foto 1).

 

Sull'origine del nome, Isola delle Femmine, le leggende si incrociano, ognuna con la propria valenza e le proprie suggestioni.lettera_isola_delle_femmine

La più antica vuole che tredici fanciulle turche, abbandonate dai rispettivi mariti per gravi colpe, fossero state lasciate alla deriva su una nave priva di equipaggio. Dopo lunghe peregrinazioni, stremate, sarebbero approdate sull'isolotto al largo della Sicilia. Lì sarebbero vissute per sette anni in una ricovero da loro stesse eretto. Nel frattempo i familiari si ravvidero e - sempre secondo la leggenda - iniziarono le ricerche per ritrovarle. Le avvistarono là dove si erano rifugiate. Dopo la riappacificazione generale, si poneva il problema del sovrappopolamento demografico: gli abitanti di quel lenzuolo di terraferma erano divenuti troppi per poter trovare ospitalità nell'angusto spazio a disposizione. Decisero quindi di scendere sulla costa dove diedero vita all'omonimo comune, ovvero la città di Capaci, che avrebbe derivato il nome da "pace fatta", 'ca paci'.

 

Più truce una seconda versione che vuole una giovane donna di straordinaria bellezza imprigionata nella torre da un nobile, che se ne era invaghito senza essere ricambiato. In una notte di maestrale la fanciulla ritrosa si sarebbe gettata sulla scogliera, morendo e dando il nome all'isolotto. La leggenda narra anche che, quando soffia il maestrale, si sentano le sue grida provenire dall'isola. Un'altra tradizione, che conta minor seguito, ipotizza che l'isolotto ospitasse una prigione femminile.

 

Un'altra ancora riprende la testimonianza dello scrittore latino Plinio il Giovane, che nei suoi scritti ricordò l'isola come sede di bellissime fanciulle che si offrivano in premio ai vincitori di battaglie. Ci sono poi ipotesi linguistiche, come la derivazione dal termine latino fimis, 'bocca', per indicare il canale che separa l'isola dalla costa; oppure da Insula Fimi, per indicare la proprietà del terreno da parte del governatore bizantino Eufemio.

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Comune di Isola delle Femmine


Provincia:

Palermo

Estensione:

3,54 km2

Abitanti:

7300

Isole femminili all'estero

E all'estero?

 

Fra le altre isole e località in giro per il mondo il cui toponimo rimandi al gentil sesso è annoverata anche l'Isla Mujeres, in Messico, nelle vicinanze della più celebre Cancún, nella parte nordorientale dello Yucatan.

L'Isla Mujeres, letteralmente 'Isola delle donne', venne alla ribalta negli anni settanta, quando la notizia dell'individuazione di squali addormentati all'interno di caverne fu riportata, oltre che da riviste specializzate, anche dalle emittenti televisive internazionali. Anche il noto oceanografo ed esploratore Jacques Cousteau si recò sul posto con la sua equipe per girare un documentario sui pescecani dormienti. La lunga e stretta isoletta delle Mujeres, scoperta quattrocento anni prima dallo spagnolo Francisco Hernandez de Cordoba, divenne così un'attrazione turistica internazionale e un rinomato centro balneare.

 

Le leggende che dovrebbero spiegare il riferimento alle donne contenuto nel toponimo concordano sul fatto che ai tempi della civiltà maya l'atollo fosse consacrato alla divinità Ixchel, dea dell'amore e della fertilità, identificata con la Luna. I doni portati dalle donne erano depositati sulla spiaggia nelle notti di plenilunio e statue femminili sono state ritrovate nei pressi del tempio maya posto a una delle due estremità del lungo e stretto isolotto che emerge dal Mar dei Caraibi.

Sulla costa meridionale si trova invece la Fortezza di Mundaca la cui struttura racconta una struggente storia d'amore: protagonista il feroce pirata Fermín Antonio Mundaca de Marechaja che per gli occhi di una bella isolana costruì il palazzo. Lei lo respinse e lui morì di crepacuore.

 

Per i turisti in cerca di relax dopo le escursioni ai templi maya di Tulum, Chichen Itza e Uxmal, le bianche spiagge dell'Isla Mujeres sono l'ideale, magari in attesa di tuffarsi negli sfavillanti e assordanti ritrovi notturni della vicina Cancún, che nella sua zona "hotelera", vede alternarsi ininterrottamente alberghi, bar e discoteche.

Ruderi quattrocenteschi e rovine maya uniscono quindi, idealmente, questi due fazzoletti di terra - l'Isola delle Femmine e l'Isla Mujeres - lambiti dalle onde, distanti geograficamente, ma vicini nell'essere, fin dal nome, un omaggio all'universo femminile.

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Isla Mujeres


Nazione:

Messico

Posizione geografica:

nel mar Caraibico

a 13 km da Cancún

Estensione:

4,5 km2

Abitanti:

13000

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