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06/11/2015

L'ereditą di Craxi venduta a 271mila euro all'asta

È di 271mila euro (diritti inclusi) il realizzo complessivo dell’eredità “rilasciata” di Bettino Craxi venduta oggi all’asta da Bolaffi a Torino. In particolare, il lotto unico di cimeli garibaldini − offerto in blocco perché notificato dallo Stato italiano per il suo valore culturale − è stato acquistato tramite offerta scritta a 87.500 euro (diritti inclusi). «Non possiamo rivelare l’identità dell’acquirente perché, come casa d’aste, siamo tenuti al rispetto della privacy  – ha dichiarato a margine dell’asta l’Ad del Gruppo, Filippo Bolaffi – Posso solo dire che non si tratta di una persona fisica e che la sua destinazione sarà probabilmente un luogo pubblico». Nella raccolta garibaldina figurano alcune opere di particolare valore, come il busto in terracotta dell’Eroe dei due mondi di Ettore Ximenes (1882), il ritratto di Vittore Tasca “uno dei Mille” di Giovanni Carnovali detto il Piccio (1863) e l’acquarello dell’incontro di Teano di Sebastiano De Albertis della seconda metà dell’Ottocento. Insieme anche oggetti curiosi, come la scatola portaburro con il volto di Garibaldi e la fusione in bronzo della sua mano, e pezzi popolari quali le figurine Liebig con gli episodi della spedizione dei Mille.

 

Grande “battaglia” in sala per il pugnale dell’VIII-VI secolo a.C. (Regno della Giudea) regalato all’allora presidente del Consiglio da Shimon Peres: a decine le offerte telefoniche da tutto il mondo. Il dono del premier israeliano alla fine vola in Francia, pagato 5mila euro.

Tremila euro invece il prezzo di aggiudicazione del grande ritratto a china e acquerello su carta di Pietro Nenni, opera di Nani Tedeschi. I top lot dell’eredità Craxi sono stati la gouache di Alexander Calder “The Wheel”, che ha realizzato 93.750 euro (diritti inclusi), acquistata da un gallerista italiano dopo decine di telefonate e rilanci da tutto il mondo e il bronzo di Fortunato Depero “Guizzo di pesce” aggiudicato a 16.250 euro  (diritti inclusi).

«La risposta è stata ottima – ha detto ancora Filippo Bolaffi –  dietro il successo dei lotti craxiani credo ci siano appassionati collezionisti e mercanti ma non nascondo possa esserci anche qualche nostalgico socialista». 

Oltre all’eredità Craxi, tra gli altri realizzi record dell’asta di arredi e dipinti antichi si segnalano: l’insieme di ceramiche di Pablo Picasso provenienti dalla fabbrica Madoura di Vallauris (piatti, brocche e piccole sculture) che hanno riscosso un grandissimo successo, in particolare tra offerenti italiani, francesi e statunitensi, realizzando complessivamente 315mila euro, triplicando la loro base d’asta totale; aggiudicate alla cifra di 42.500 euro le due terrecotte dei santi Pietro e Paolo, opera dei fratelli Collino, esposte alla celebre mostra del Barocco piemontese del 1963. Grande gara in sala tra compratori internazionali – europei e asiatici – per un vaso cinese della dinastia Qing (XIX secolo) che ha totalizzato 55mila euro. In totale il realizzo complessivo della vendita Bolaffi è stato di oltre un milione di euro.

 

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