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A Milano il più grande carteggio verdiano mai andato all’asta

Il 13 maggio, al Grand Hotel et de Milan, Bolaffi metterà all’asta una raccolta di 82 lettere del grande compositore Giuseppe Verdi

 

E' il più grande carteggio verdiano mai andato all'asta il principale protagonista della vendita di libri antichi e autografi in programma il 13 maggio a Milano. L'appuntamento, carico di suggestioni storiche, è fissato al Grand Hotel et de Milan, l'albergo dove Giuseppe Verdi soggiornò dal 1872 fino alla sua morte.

Il prezioso epistolario del compositore, una raccolta di 82 lettere, riporta le conversazioni scambiate tra il grande musicista e il conte Opprandino Arrivabene. Scambi d'impressioni con un amico di lunga data da cui emerge un ritratto personale di Verdi, della sua attività di compositore, ma anche le valutazioni politiche sullo scenario dell'epoca.

Si appresta a essere contesa dagli appassionati anche una serie di lettere autografe, inedite, di Maria Callas. Sette missive molto personali, nelle quali la Divina confida alla maestra e amica del soprano Elvira de Hidalgo apprensioni e aspettative che hanno costellato una vita artistica tanto straordinaria quanto irrequieta.

"È impagabile il piacere di portarsi a casa una lettera, una fotografia o un documento autografo di un personaggio particolarmente amato - spiega l'esperto di libri antichi e autografi Cristiano Collari, curatore dell'asta - così come la sensazione che si prova sfogliando una Commedia di Dante prodotta agli albori della stampa, con magnifiche illustrazioni xilografate".

Tra gli oltre 700 lotti, per un valore complessivo di partenza di circa 800 mila euro, i collezionisti avranno infatti la possibilità di sfogliare anche rari manoscritti e libri antichi, come la quarta edizione illustrata della Commedia di Dante, stampata a Venezia nel 1491, o la prima edizione completa delle Opere di Galileo Galilei e molte curiosità inaspettate, come i trattati di magia, gastronomia, letteratura erotica, giochi di società o calligrafia.

C'è anche un'ampia sezione di araldica e blasoni che va dal '500 al '900, con stime dai 100 ai 6 mila euro: tra questi lotti il più pregiato è 'Nobleza de Andaluzia', volume in cui Gonzalo de Argote Molina documenta l'araldica andalusa del '500.
È già stato rivolto un appello alle istituzioni italiane, invece, per il manoscritto autografo del letterato toscano Luigi Alamanni (1495-1556), preziosa testimonianza della cultura rinascimentale.

 

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