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All'asta le lettere di Maria Callas

Bolaffi metterà all’asta a Milano, in un solo lotto, sette lettere autografe di Maria Callas, tutte inedite

Lettere Maria Callas asta Bolaffi

 

Natalia Aspesi, firma di Repubblica, domenica 6 aprile ha dedicato un articolo di due pagine alle lettere della celebre soprano Maria Callas che passeranno all’asta Bolaffi il 13 maggio.

 

«Mia cara, prega che vada bene, prega che io stia in salute, perché dopo quella recita, se va come speriamo e sogniamo, sono la regina di canto in Italia, per non dire dappertutto, per la semplice ragione che aggiungo la perfezione del canto, e che non c’è altra Norma in tutto il mondo! ».

Maria Callas ha venticinque anni, sta preparandosi finalmente a quel debutto fiorentino che imporrà al mondo la sua voce unica, ed è già certa della sua grandezza. La lettera è datata 9 novembre 1948, lei è ancora grassa e già molto innamorata del suo Giambattista Meneghini, l’industriale veronese tanto più vecchio di lei che sposerà nell’aprile dell’anno dopo (e che le sopravvivrà di qualche anno). La scrive alla maestra di canto che ha avuto fiducia in lei in Grecia, quando era infelicissima e il Conservatorio di Atene l’aveva rifiutata.

Elvira de Hidalgo non è un’insegnante qualunque, è stata un celebre soprano e una trionfale Rosina alla Scala nel 1916. È stata la prima a capire quale tesoro si celava dentro quella ragazzona torva e apparentemente troppo ambiziosa: e si è subito dedicata a lei, curandone la voce, migliorando il suo italiano, soprattutto dandole fiducia e prodigandole quell’affetto che Maria non riesce a trovare nella madre e nel padre lontano. Elvira è nata trent’anni prima di lei, eppure morirà a ottantott’anni, tre anni dopo la sua ormai finita e disperata pupilla.

Bolaffi metterà all’asta a Milano, in un solo lotto, sette lettere autografe di Maria Callas, tutte inviate alla de Hidalgo, scritte con una bella ampia calligrafia un po’ antica, in un italiano un po’ zoppicante nell’ortografia: sono assolutamente inedite, la prima, lunga quindici pagine, è datata 28 gennaio 1946, da New York, l’ultima 26 aprile 1969, su carta intestata con l’indirizzo parigino, 36 Avenue George Mandel. Già i tanti collezionisti privati “callasiani” di tutto il mondo sono in fermento perché di cimeli della signora non si è mai sazi.

 

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