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All'asta vanno in scena i francobolli


Dalle rarità degli Antichi stati italiani alle affrancature del Regno d’Italia, dalla posta aerea alle collezioni del Commonwealth: duemila lotti a Torino il 12 e 13 dicembre

È la busta spedita da Ginevra a Moûtiers il 1° maggio 1852, affrancata con il 40 centesimi della prima emissione del Regno di Sardegna, uno dei pezzi unici della filatelia italiana in vendita all’asta Bolaffi il 12 e 13 dicembre. La lettera, che sarà dispersa da 15 mila euro, è la sola conosciuta inviata dalla Svizzera e affrancata con la prima emissione sabauda.

Tra gli oltre 2.000 lotti del catalogo (base d’asta complessiva di 1,7 milioni di euro) sono tante le rarità italiane e straniere destinate a suscitare l’interesse dei collezionisti. Nel capitolo dedicato agli Antichi stati italiani, oltre alla lettera citata, anche gli scenografici “annullamenti a svolazzo” del regno di Napoli utilizzati dall’amministrazione postale borbonica tra il 1858 e il 1861 e un’ampia sezione dedicata ai francobolli dello Stato Pontificio, a cui appartiene l’unica lettera diretta in Toscana spedita il 1° gennaio 1852, nel giorno di nascita dei primi francobolli dello Stato Pontificio.

Grande attesa anche per le affrancature del periodo immediatamente precedente o successivo all’Unità d’Italia, come l’unica affrancatura mista conosciuta della prima emissione di Sardegna con la prima emissione del Regno d’Italia (15 mila euro).

Per gli appassionati di posta aerea si segnala un’interessante collezione specializzata di 170 cartoline e buste con gli annulli dell’aviazione italiana utilizzati durante la prima guerra mondiale, che sarà dispersa da 5 mila euro.

Molto ben rappresentata è anche la filatelia straniera, con il 30% dei lotti provenienti dai cinque continenti. Tra questi spiccano la collezione avanzata dei francobolli di Russia emessi dal 1857 al 1988 raccolta in 11 album, proposta da 22.500 euro, e l’interessante raccolta dedicata alle colonie inglesi e francesi, che include i quattro alti valori della serie di Giorgio V per i domini africani di Kenya, Uganda e Tanganyika e l’1 penny della prima emissione della Nuova Zelanda; non poteva mancare all’appuntamento filatelico anche un esemplare nuovo del primo francobollo del mondo, il Penny Black del 1840.

 

 

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